pubblicazioni

guida al sentiero dei vecchi mestieri da Grauno a Piscine di SOver

anno 2009: pubblicato il progetto del centro culturale Molin de Portegnach nel catalogo: “Costruire il Trentino  premio di architettura”. Progetto partecipante

 

 

 

 

 

anno 2004: pubblicato il progetto sistemazione interna Famiglia Cooperativa Albiano. Progetto partecipante

 

 

 

 

 

guida al sentiero dei vecchi mestieri da Grauno a Piscine di SOveranno 2013: pubblicato “Il sentiero dei vecchi mestieri da Grauno a Piscine di Sover – Le guide della Valle di Cembra n. 1”

(Mirko Amoroso, Roberto Bazzanella, Roberta Gottardi, M. Gabriella Gretter, Sergio Paolazzi, Gianni Piffer)

 

guide al territorio: “Via dell’uva in Val di Cembra” e “Il sentiero dei vecchi mestieri da Grauno a Piscine di Sover”

vigneti val di cembrain attesa della pubblicazione delle guide, un breve testo tratto dalla Via dell’uva in Val di Cembra

La Val di Cembra: una Valle orizzontale

La Valle di Cembra è caratterizzata dalla presenza di elementi paesaggistici specifici che la rendono in tal modo suggestiva ed unica. Se pensiamo alla Valle in termini puramente geometrici, si potrebbe dire che è definita da tre tipi di linee: orizzontali, oblique e verticali.

Le linee orizzontali sono quelle prevalenti e sono determinate dalle centinaia di chilometri formanti le murature a secco. Costituiscono, di fatto, la volontà degli abitanti, che si protrae almeno da duemila anni, di rendere agevole il lavoro dei campi, con il fine di rendere omogenea la lavorazione. La coltivazione della vite con il sistema ‘orizzontale’ della pergola trentina1 è rimasto tale per centinaia di anni: l’introduzione di filari verticali e coltivazioni tipo Guyot2 è molto recente. Costruire il paesaggio significa collaborare con la terra, imprimere il segno dell’uomo che la modificherà per sempre.

L’orizzontalità del paesaggio è quindi definita dalle murature a secco che, in ragione della loro posizione geografica, cambiano “trama e ordito”. La pietra prevalentemente utilizzata è il porfido, da sempre la matrice di tutte le costruzioni, di cui possiamo notare chiaramente in sponda sinistra della valle lo sfruttamento delle cave.

Nella tessitura generale le murature a secco sono definibili in due categorie prevalenti, distinte per tipologia di pietra utilizzata: a spacco da materiale reperito in cava e quindi lavorato; naturale, se la pietra è recuperata in loco nel corso della bonifica dei depositi glaciali o se raccolta direttamente nel greto del torrente Avisio. Questa diversa tessitura è quindi collegata alla distanza dagli affluenti dell’Avisio e dal torrente che, oltre a garantire la materia prima per la realizzazione delle murature a secco, forniva i sassi per la produzione della calce, utilizzata nelle costruzioni civili. La costruzione con le pietre raccolte dal torrente, arrotondate dai millenari processi di levigatura prima dai ghiacciai e successivamente dall’impeto dell’acqua, necessitava certamente di maggiore abilità e competenze costruttive, un’arte che ormai è quasi scomparsa. Le murature realizzate con pietra a spacco utilizzavano il materiale proveniente da cave, distanti talvolta anche diversi chilometri ed anche in questo caso è possibile notare la diversa composizione geologica della pietra che è diversa zona per zona.

alcune immagini della via dell’uva:

http://www.youtube.com/watch?v=8_jabc83k7Q

 

pubblicato “Il sentiero dei vecchi mestieri da Grauno a Piscine di Sover – Le guide della Valle di Cembra n. 1” (Mirko Amoroso, Roberto Bazzanella, Roberta Gottardi, M. Gabriella Gretter, Sergio Paolazzi, Gianni Piffer)

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