Gellner, Mattei e il Cadore

enrico mattei e gellnerPassando per il Cadore, mi sono ricordato di Edoardo Gellner, architetto nato nel 1909 e scomparso nel 2004. Sono andato così, verso sera, a visitare il villaggio ENI da lui progettato e la magnifica chiesa progettata in collaborazione con Carlo Scarpa. Gellner è una figura poco valutata che merita sicuramente un posto molto in alto tra i maestri dell’architettura nazionale. Di tutto questo grande complesso mi ha colpito la qualità architettonica, l’inserimento nel contesto, l’essenzialità del costruito, l’uso raffinato di pochi materiali. Un uomo illuminato ha avuto il merito di affidare a Gellner questo importante incarico: Enrico Mattei.

concorso bz

sezione concorso bolzano

concorso idee bolzano architetto sergio paolazzi

PREMESSA
La proposta di progetto per il concorso si basa su due linee guida essenziali: la volontà di realizzare un edificio compatto e che trasmetta l’idea di solidità; l’idea di non realizzare una serie di uffici tutti uguali, ma caratterizzati da una diversità dell’elemento luce naturale  (finestra – vetrata).
DESCRIZIONE
la nuova costruzione, nel rispetto del bando, prevede l’allineamento con gli edifici esistenti lungo Via Renon con l’eccezione di un aggetto, libera interpretazione del tradizionale Erker.
La geometria complessiva di tutta la costruzione si basa su un modulo di base rappresentato da un quadrato di 330 cm che scandisce la distribuzione in orizzontale ed in verticale.
L’accesso delle biciclette, moto e macchine è posto sul lato sud/ovest, in posizione quasi nascosta dal basamento inclinato a confine con Via Renon. Tale accesso è affiancato da un vano coperto dove è posizionato un montacarichi per le biciclette, collegato con il relativo parcheggio interrato.  A fianco dell’accesso riservato ai veicoli, trova posto la centrale termica, dotata del necessario sistema di ventilazione naturale.
L’ingresso pedonale è rialzato rispetto al suolo come tutti gli edifici rappresentativi della Via ed è caratterizzato da un portico con due elementi di connessione al marciapiede: una rampa ed una scala.  Il portico è lo spazio coperto/aperto filtro tra il dentro/ fuori e sorta di prolungamento dell’atrio.
L’ingresso è caratterizzato da una vetrata che vuole simboleggiare la trasparenza della pubblica amministrazione oltre a dare la sensazione -una volta entrati- di una maggiore spaziosità dell’atrio. Dall’ingresso è quindi immediatamente percepibile l’ufficio dell’usciere sul lato destro mentre a sinistra il muro esterno si protrae all’interno dando forma e dimensione alla sala riunioni. Il sistema dei collegamenti verticali composto da due ascensori e da una scala, è centrale rispetto all’ingresso e quindi immediatamente percepibile da parte degli utenti. Un altro collegamento ad uso interno e pensato come scala di sicurezza per tutti i piani, è posizionato sul lato sud/est con uscita su  Via  Renon.
Di fronte all’ufficio dell’usciere è stata posizionata la sala dedicata ai bambini, completamente vetrata anche nella parte a ridosso del piano rialzato, permettendo così un controllo totale sia da parte dell’usciere, sia da parte dei genitori/accompagnatori nello spazio di attesa del piano rialzato.
Sempre su questo piano si trova la sala esami e la sala riunioni annessa e separata da una parete mobile. A fianco della sala riunioni è stato posizionato l’archivio, mentre gli spazi accessori richiesti si trovano a lato dell’ufficio dell’usciere. I servizi igienici destinati al pubblico sono stati collocati al piano rialzato in prossimità della zona attesa dell’ufficio informazioni. Sempre al piano rialzato una loggia illumina naturalmente la zona di attesa (senza affaccio nel rispetto delle distanze previste dal Codice Civile).
L’altezza di tutto il piano d’ingresso è di 346 cm, dando maggiore respirabilità ed ariosità rispetto ai piani superiori con un’altezza di 280 cm..
La distribuzione degli uffici ai vari piani rispetta quelle che sono le richieste del bando, sistemando ogni Ufficio sullo stesso piano mentre alcuni uffici dei direttori e rispettiva segreteria sono stati posizionati ai piani intermedi. Questi ultimi sono occupati anche dai servizi igienici e dagli archivi che sono quindi raccordati ai rispettivi uffici tramite una rampa di scale ed i due ascensori.
L’ufficio base è un elemento modulare di 253 x 555 cm per un totale di14 metri quadrati; permette quindi un’ottima flessibilità nel caso si vogliano realizzare uffici di dimensione maggiore. Tutti gli uffici sono caratterizzati da ampie finestrature che hanno superfici vetrate di varie geometrie. Infatti, partendo sempre da un elemento quadrato, la forma finale può variare; questa scelta non è solo stilistica, ma anche funzionale in quanto l’elemento finestra negli uffici pubblici come in quelli privati, è sempre caratterizzato da una personalizzazione contraddistinta. L’idea è quindi che, realizzato l’edificio, i dipendenti poi possano scegliersi l’ufficio in base alle proprie esigenze di luce. Tutti i serramenti prevedono un’apertura -in sicurezza- per il ricambio naturale dell’aria.
Al primo piano, lato nord/est, è proposta una terrazza praticabile utilizzabile come spazio ricreativo. Tutti gli altri piani hanno sullo stesso lato una piccola loggia, pensata come spazio per i tabagisti.
Alcune aree fotocopie sono state accorpate, proponendone sempre una per piano, indistintamente dal numero di uffici presenti. Questa è una scelta progettuale mirata ad un contenimento dei costi di gestione/manutenzione degli uffici pubblici.
Gli spazi di arrivo e di distribuzione di tutti i piani sono caratterizzati da atri, e a volte sono in comunicazione con i piani limitrofi; sono tutti, pur realizzati su un modulo di base, diversi. Questa diversità è voluta al fine di distinguere un piano dall’altro ed evitare per quanto possibile, una ripetitività.
L’ultimo piano è occupato dalla direzione ripartizione e da una sala riunioni che serve anche gli uffici del piano inferiore. Sempre all’ultimo piano è collocata l’area ricreativa pensata come luogo interamente vetrato ed immerso nel verde. Uno spazio di relax diviso tra parte chiusa e parte aperta e messo in relazione con i relativi servizi igienici ed un cucinino.
I tre livelli interrati sono occupati dagli spazi accessori previsti dal bando; la pianta del primo livello su via Renon è a filo del volume fuori terra, mentre i due livelli sottostanti sono realizzati fino al confine catastale.
TECNOLOGIE
Tra le tecnologie adottate si propone un tetto fotovoltaico ed una serie di pannelli per la produzione dell’acqua calda sanitaria che saranno posizionati sulla parte inclinata della copertura.
Un tetto verde invece, è proposto come copertura dell’area ricreativa, dando una sorta di continuità con il verde sottostante.
Si prevede il recupero delle acque meteoriche gestite tramite vasca e pompe nei piani interrati ed utilizzate per lo sciacquone dei servizi. E’ stata calcolata la possibilità di un recupero di circa 400 mc di acqua piovana determinata dalla piovosità media/annua in città che è di circa 700 mm. L’acqua recuperata copre la maggior parte del fabbisogno idrico per questo servizio.
Sempre la stessa fonte di recupero sarà utilizzata anche per l’irrigazione delle piante dell’area ricreativa. Il sistema di riscaldamento e ricambio d’aria è integrato nel pavimento rialzato, dove trovano alloggio anche tutti gli impianti di rete.
Tutti i sistemi di allaccio e connessione alle reti sono posizionati nelle pareti divisorie e nell’intercapedine del pavimento sopraelevato.
COSTRUZIONE
la costruzione prevede una struttura travi/pilastri/solai in calcestruzzo armato, come per le elevazioni dei piani interrati; i pilastri sono distribuiti lungo le murature perimetrali dell’edificio ed allineati al corridoio di distribuzione interna. La struttura modulare riprende la geometria distributiva degli uffici.
Le pareti esterne sono realizzate in pannelli di calcestruzzo armato ed isolate termicamente ed acusticamente per garantire oltre ad un comfort ottimale, anche un significativo contenimento della spesa energetica. L’elemento in aggetto e tutto il volume corrispondente prevede pareti esterne in legno isolate. La finitura interna delle pareti perimetrali è in pannelli di fibra di legno e resina. Le pareti divisorie di tutti gli uffici modulari sono realizzate in fibra di legno/resina e vetro. L’uso del vetro nelle pareti divisorie degli uffici garantisce l’illuminazione naturale dei percorsi, evitando per quanto possibile l’uso di luce artificiale.sezione concorso bolzano

Solo un’idea…

Casa Piffer

casa in val di cembracasa in val di cembraCasa Piffer (Faver Tn) è un edificio a basso consumo energetico (certificato Classe A+) cappotto esterno da 10 cm con grafite, mattone porizzato da 25 cm, intercapedine areata/isolata da 5 cm, pannello in cartongesso 2 cm

 dalla relazione di progetto

…..è pensato come un elemento di continuità dell’abitato, che nel corso dei secoli si è sviluppato linearmente lungo gli assi viari. La divisione della particella fondiaria in due terrazzamenti ben definiti da un muro alto fino a quattro metri, hanno determinato la scelta di progettare due volumi distinti: il livello basso e seminterrato occupato da autorimesse e locali accessori, mentre quello superiore è interamente destinato all’abitazione. Il muro esistente -oltre al rispetto degli indici di edificazione- è l’elemento che genera la definizione in pianta del progetto: nella sua parziale integrazione è previsto il mantenimento della posizione e forma esistente.
…Il progetto del blocco abitativo può essere definito geometricamente come la specchiatura di due volumi ruotati che si intersecano, uniti a loro volcasa in val di cembrata da un ulteriore volume destinato a parcheggio. La rotazione dei volumi riprende a livello d’impianto lo sviluppo dell’abitato storico, contraddistinto da elementi irregolari che nel complesso formano un unico blocco. L’accesso al piano seminterrato è garantito da una rampa che dalla strada comunale a confine con il lotto, scende a livello del campo inferiore, mentre gli accessi alle abitazioni sono collocati sul lato opposto e privi di barriere architettoniche. Il lato d’ingresso sarà sistemato a verde, garantendo una permeabilità naturale del terreno. La strada di accesso al livello seminterrato sarà pavimentata in porfido; la stessa pietra è proposta per il rivestimento delle murature esterne, privilegiando le forme e la posa il più possibile in linea con le murature a secco della campagna circostante.

zona giorno

 

 

 

 

 

Aalto e la natura

Un giornalista danese chiese ad Alvar Aalto quali caratteristiche dovesse avere a suo giudizio una città e lui rispose: “Non si dovrebbe andare da casa al lavoro senza attraversare una foresta”

Di lui ho una cartolina incorniciata sopra la scirvania che lo ritrae di profilo. Un cliente, un giorno, mi ha chiesto se fosse mio nonno. Ho risposto di sì. Mi piace l’idea che qualcuno vigili su quello che sto combinando…

guide al territorio: “Via dell’uva in Val di Cembra” e “Il sentiero dei vecchi mestieri da Grauno a Piscine di Sover”

vigneti val di cembrain attesa della pubblicazione delle guide, un breve testo tratto dalla Via dell’uva in Val di Cembra

La Val di Cembra: una Valle orizzontale

La Valle di Cembra è caratterizzata dalla presenza di elementi paesaggistici specifici che la rendono in tal modo suggestiva ed unica. Se pensiamo alla Valle in termini puramente geometrici, si potrebbe dire che è definita da tre tipi di linee: orizzontali, oblique e verticali.

Le linee orizzontali sono quelle prevalenti e sono determinate dalle centinaia di chilometri formanti le murature a secco. Costituiscono, di fatto, la volontà degli abitanti, che si protrae almeno da duemila anni, di rendere agevole il lavoro dei campi, con il fine di rendere omogenea la lavorazione. La coltivazione della vite con il sistema ‘orizzontale’ della pergola trentina1 è rimasto tale per centinaia di anni: l’introduzione di filari verticali e coltivazioni tipo Guyot2 è molto recente. Costruire il paesaggio significa collaborare con la terra, imprimere il segno dell’uomo che la modificherà per sempre.

L’orizzontalità del paesaggio è quindi definita dalle murature a secco che, in ragione della loro posizione geografica, cambiano “trama e ordito”. La pietra prevalentemente utilizzata è il porfido, da sempre la matrice di tutte le costruzioni, di cui possiamo notare chiaramente in sponda sinistra della valle lo sfruttamento delle cave.

Nella tessitura generale le murature a secco sono definibili in due categorie prevalenti, distinte per tipologia di pietra utilizzata: a spacco da materiale reperito in cava e quindi lavorato; naturale, se la pietra è recuperata in loco nel corso della bonifica dei depositi glaciali o se raccolta direttamente nel greto del torrente Avisio. Questa diversa tessitura è quindi collegata alla distanza dagli affluenti dell’Avisio e dal torrente che, oltre a garantire la materia prima per la realizzazione delle murature a secco, forniva i sassi per la produzione della calce, utilizzata nelle costruzioni civili. La costruzione con le pietre raccolte dal torrente, arrotondate dai millenari processi di levigatura prima dai ghiacciai e successivamente dall’impeto dell’acqua, necessitava certamente di maggiore abilità e competenze costruttive, un’arte che ormai è quasi scomparsa. Le murature realizzate con pietra a spacco utilizzavano il materiale proveniente da cave, distanti talvolta anche diversi chilometri ed anche in questo caso è possibile notare la diversa composizione geologica della pietra che è diversa zona per zona.

alcune immagini della via dell’uva:

http://www.youtube.com/watch?v=8_jabc83k7Q

 

pubblicato “Il sentiero dei vecchi mestieri da Grauno a Piscine di Sover – Le guide della Valle di Cembra n. 1” (Mirko Amoroso, Roberto Bazzanella, Roberta Gottardi, M. Gabriella Gretter, Sergio Paolazzi, Gianni Piffer)

guida al sentiero dei vecchi mestieri da Grauno a Piscine di SOver